
Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?”
Ambientato nella Scozia dei primi anni ’90, Trainspotting – la cui trasposizione cinematografica è diventata il film-culto di una intera generazione grazie alla pellicola di Danny Boyle – racconta senza sconti né mezzi termini la vita di un gruppo di ragazzi di Leith, periferia nord di Edimburgo.
Trainspotting è un viaggio attraverso una “sana e onesta tossicodipendenza” spiato attraverso la lente degli stessi consumatori. La tossicodipendenza non viene dunque trattata esclusivamente come una malattia o un problema da risolvere, bensì come una scelta consapevole e ragionata, in antitesi alla vita mediocre e banale riservata ai figli della working class britannica: “Quando ti buchi ti devi preoccupare di una cosa soltanto. E’ semplicissimo. Non so se mi spiego.”
Mark, Spud, Sick Boy, Franco, Tommy e gli altri personaggi sono, ciascuno con il proprio stile, antieroi suburbani Edimburghesi. Ogni personaggio ha uno stile narrativo differente che lo contraddistingue e lo rende unico e drammaticamente grottesco.
Come l’omonimo romanzo di Irvine Welsh, l’adattamento teatrale di Trainspotting non vuole essere una critica a priori al mondo della droga, ma vuole piuttosto raccontare queste giovani esistenze dilaniate dalla dipendenza senza sconti o giudizi di sorta, attraverso drammi e momenti di esaltazione.
Crudezza, degrado, ma anche ironia sono i veri protagonisti di questo testo, reso ancor più veloce e serrato da una colonna sonora suggerita direttamente dal romanzo: le note di Bowie, Costello, Iggy Pop, Lou Reed; Smiths, Chemical Brothers contribuiscono a rendere quest’opera uno spaccato di spiazzante realtà nel panorama del teatro italiano contemporaneo.
Come accenato, grazie alla concessione dei diritti da parte della casa editrice di Irvine Welsh, Trainspotting viene rappresentato per la prima volta in Italia.
Lo spettacolo, interamente autoprodotto da Corso Codecasa e Matteo Pianezzi, che ne hanno curato rispettivamente la regia e l’adattamento teatrale, andrà in scena dal 23 Novembre al 5 Dicembre 2010 al Teatro Spazio Uno (Vicolo dei Panieri, 3) in Trastevere, Roma.

















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