
Sono terminate le votazioni per eleggere le migliori Indie Songs del 2010, ecco i vincitori divisi per categorie.
Miglior brano dell’anno:
“Solo io e il mio amore” di Paolo Benvegnù. Ecco la miglior canzone indipendente italiana del 2010 secondo le vostre votazioni. Subito dopo la sorprendente Debora Petrina con “I fuochi d’artificio” e i Fonokit con “Chi sono io”.
La scelta è ricaduta fra una serie di brani significativi (cinquanta) appartenenti ad alcuni fra gli artisti indipendenti premiati al MEI 2010, attraverso le indicazioni di diverse giurie specializzate (giornalisti, operatori, organizzatori, produttori…).
In migliaia avete risposto, indicando le vostre preferenze, a testimonianza dell’assoluto interesse che circonda il panorama indipendente italiano con le sue produzioni. Molto varia anche la Top Ten, con grandi nomi della scena e facce nuove, e con tanti generi musicali coinvolti: dal folk al rock, dal pop alla musica elettronica, dal Blues alla canzone d’autore.
Ecco la Top Ten:
Paolo Benvegnù “Io e il mio amore”
Debora Petrina “I fuochi d’artificio”
Fonokit “Chi sono io”
Amerigo Verardi e Marco Ancona “Un onda non frena”
Capatosta “Inizia la svolta”
Mandara “Marrakech FM”
Ners “Jupiter’s Tale”
Serpente Nero “Mr Irvin”
Emiro “Scetamm o’ Rione”
Ex Aequo Funkada Tree “Desire” e Roberto Durkovic “Il mago dei colori”
Miglior brano emergente dell’anno:
“Voci di marinai” dei Nuju. Ecco la miglior canzone indipendente emergente italiana del 2010 secondo le vostre votazioni. Alle sue spalle Jfk e la sua bella bionda con “Gente comune” e i cocKoo con “Seta porpora”.
La scelta è ricaduta fra una serie di brani significativi (cinquanta) appartenenti ad alcuni fra gli artistiche si sono tutti distinti per aver vinto concorsi o ricevuto premi e riconoscimenti nel corso di questo 2010: dal Primo Maggio Tutto l’Anno a MArteLive, da Rock Targato Italia a Note per la Notte e così via fino ai contest e festival minori, utili però per far emergere i tanti talenti sparsi per la nostra penisola.
In migliaia avete risposto, indicando le vostre preferenze, a testimonianza dell’assoluto interesse che circonda il panorama indipendente italiano con le sue produzioni.
Ecco la Top Ten degli emergenti del 2010:
Nuju “Voci di marinai”
Jfk e la sua bella bionda “Gente comune”
cocKoo “Seta porpora”
Management del Dolore Post Operatorio “Nei Palazzi”
Angelica Lubian – “Nosferatu”
RiBriganti Band “Caterinè”
Eva “Nothing seems to change”
Baciamolemani “Musa”
Art Studio “Il cielo intorno a me”
Ex Aequo Peppa Marriti Band “Kendò” e Tom Phillips Bangura “I Don’t Wanna Loose You”
Top Ten Indie Song 2010:
La top ten dei brani indipendenti del 2010, frutto di un anno di Indie Music Like, la classifica dei brani più gettonati da oltre 300 web radio italiane, le nuove radio libere degli Anni Zero, curata ogni settimana dal Mei – Meeting degli Indipendenti, conferma ancora una volta che il 2010 è stato l’anno del Teatro degli Orrori. Suo infatti il brano in testa alla Top Ten Songs dell’anno con “A sangue freddo”, dedicato a Ken Saro Wiwa. La band di Pierpaolo Capovilla riesce a piazzare addirittura due brani in questa speciale classifica, ponendo al sesto posto “E’ colpa mia”, sempre estratto dall’album “A sangue freddo”, prodotto dalla Tempesta Dischi. Subito dietro arriva uno dei leader della nuovelle vague dei cantautori italiani, quell’Alessandro Mannarino che con la sua “Me so’mbriacato” rinnova la canzone d’autore mentre al terzo posto si confermano i Calibro 35 con il progetto realizzato in collaborazione con Roberto Dell’Era sul beat, e addirittura raddoppiano con la loro hit “Milano Odia”, una musica che li ha portati ad un riconoscimento internazionale. Dietro altre storiche band leader della scena indie italiana come i campani A Toys Orchestra con “Mystical Mystake”, Tre Allegri Ragazzi Morti con la title-track del loro ultimo album “Primitivi del futuro” e i ritrovati Massimo Volume di Emidio Clementi con “Litio”, mentre nel filone della nuova canzone d’autiore va inserito anche il ligure Zibba con il suo singolo “Ammami” prodotto dalla neonata label Volume Records, e tra i dieci segnaliamo anche il grande ritorno di Skardy con la canzone “Fame un spritz” che l’ha rilanciato grazie alla produzione della storica Alma Music e che segnala la forza del dialetto nelle autoproduzioni indipendenti, così come dimostra anche il brano di Alessandro Mannarino. Fra le etichette, La Tempesta Dischi si conferma fra le più attive del 2010, andando ad occupare ben 4 piazze della Top Ten, dimostrando così di meritare ampiamente il riconoscimento PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente, come miglior etichetta indipendente del 2010.
Ecco la classifica:
1 – Teatro degli Orrori “A Sangue freddo” (La Tempesta Dischi)
2 – Mannarino “Me so’mbriacato” (Leave Records)
3 – Calibro 35/Roberto Dell’Era “Il Beat cos’è” (Cramps/Disastro)
4 – A Toys Orchestra “Mystical Mistake” (Urtovox Records)
5 – Tre Allegri Ragazzi Morti “Primitivi del futuro” (La Tempesta Dischi)
6 – Teatro degli Orrori “E’ colpa mia” (La Tempesta Dischi)
7 – Zibba “Ammami” (Volume Records)
8 – Sir Oliver Skardy “Fame un Spritz” (Alma Music/Venus)
9 – Calibro 35 “Milano odia” (Ghost Records)
10 – Massimo Volume “Litio” (La Tempesta Dischi)
Top 5 brani dialettali 2010:
E’ “Mamma l’italiani” degli Après la Classe il tormentone dialettale dell’estate musicale del nostro paese.
E’ stata, infatti, l’estate delle canzoni dialettali, come sottolinea un sondaggio lanciato dal Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti che si terrà a Faenza per il quattordicesimo anno dal 26 al 28 novembre prossimi, e rivolto alle oltre 200 web radio e tv legate alla classifica di musica indipendente “Indie Music Like” e ai circuiti delle oltre 100 radio e tv locali, oltre a tantissimi operatori del settore.
Il sondaggio ha eletto come tormentone dialettale estivo la canzone “Mamma l’italiani” degli Après la Classe, che con il suo inconfondibile ritornello “Mamma l’italiani mamma l’italiani, mancu li cani mancu li cani” ha segnato per sempre le giornate ferragostane di una moltitudine di giovani appassionati di nuova musica sottolineando la forza dirompente del dialetto nelle nuove produzioni. Il brano, che è tutt’ora gettonatissimo, è tratto dall’ultimo omonimo album della band salentina che vede la preziosa collaborazione in fase di produzione di Caparezza e della Color Sound, agenzia di produzione e booking. Al secondo posto dello speciale sondaggio, trova posto il brano in dialetto romanesco “Me so ‘mbriacato” di Alessandro Mannarino, recente scoperta nel nuovo cantautorato italiano, venuto alla ribalta grazie alle numerose partecipazioni al programma di Serena Dandini “Parla con me” in onda su RaiTre e seguito da Ettore Caretta della Duende, che ha già lanciato due grandi talenti come Vinicio Capossela e Sergio Cammariere. Terzo gradino del podio occupato da “Un Bes in Bicicleta/Marietta Mariù” di Massimo Bubola, brano estratto dal fortunato cd “Romagna nostra”, una rielaborazione in chiave moderna dei più bei brani della tradizione romagnola, prodotti da Materiali Sonori ed Eccher Music, mentre subito dietro arriva Sir Oliver Skardy, leader dei Pitura Freska, che ha imperversato con un grande ritorno sulle spiagge del Nord Est con la venezianità di “Fame un spritz”, prodotta da Alma Music di Luciano Frikketti Trevisan, suonata insieme ai Farheineit 451 e arrangiata insieme a Paolo Baldini, coproduttore e bassista degli Africa Unite. Al quinto posto infine arriva l’originale progetto di “W la Suisse”, brano del duo folk blues proveniente dalla provincia comasca Doro Doc Band, che vede la collaborazione con Davide Van de Sfroos. Il brano è tratto dall’album omonimo distribuito dalla Venus, che rappresenta il primo progetto discografico del duo folk-blues, formato da Dorino “Doro” Righetti e Lorenzo “Doc” Vanini, composto da dieci brani, cantati nel primo disco in dialetto comasco e nel secondo disco in italiano.
Il sondaggio, oltre ad eleggere le canzoni simbolo dell’estate folk italiana, ha anche evidenziato come le musiche legate alle varie e ricche forme dialettali del nostro paese, siano un presidio da tutelare e sviluppare, e di come al di fuori dei confini commerciali tradizionali, quest’anno ci sia stato un vero e proprio grande ritorno del neo folk dialettale grazie alle moltissime proposte di tanti artisti e band giovanili di assoluta qualità. Sono, infatti, tantissime – dopo il doppio cd ufficiale del Mei intitolato Aie d’Italia dello scorso anno che sdoganò ufficialmente il ritorno del dialetto nella musica indipendente – le produzioni discografiche uscite in quest’ultimo anno legate ad un uso dei testi che si rifà al territorio di provenienza, spesso miscelando suoni provenienti da altri paesi del mondo, e unendo alla lingua italiana il dialetto locale e qualche altra espressione proveniente da altri paesi, contribuendo così a tenere vive le forme dialettali e la tradizione delle musiche della propria terra, e soprattutto rinnovandole nell’incontro con gli stili e i generi musicali di oggi e i tanti idiomi che attraversano lo stivale.









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